Nessuna propaganda sul corpo delle donne

Prevenzione: è questa la parola d’ordine che deve essere messa al centro delle politiche di contrasto alla violenza di genere

Andrea Catizone (Responsabile nazionale Dipartimento Pari Opportunità del PD)

Prevenzione: è questa la parola d’ordine che deve essere messa al centro delle politiche di contrasto alla violenza di genere poiché solo attraverso di essa si crea un sistema di educazione al rispetto degli altri esseri umani che nega ogni forma di sopraffazione.
Questo è anche uno dei principali obiettivi che pone la Convenzione di Instabul agli Stati, ratificata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in Parlamento nella scorsa legislatura. Certo non è indifferente il fatto che a guidare quella maggioranza fosse un partito democratico e progressista che fa del riconoscimento e della tutela dei diritti la propria missione principale, a dispetto di un ministro dell’interno attuale che usa immagini di ragazze minorenni per propaganda sessista scatenando i peggiori istinti di un maschilismo bieco e che, nella disperazione della crisi, prende il sopravvento.
La violenza contro le donne è la massima espressione della concezione distorta delle relazioni umane, tra le peggiori e inaccettabili violazioni del diritto a nascere, vivere e svilupparsi uguali senza il quale non vi è società, ma barbarie. Appunto una barbarie crescente serpeggia dentro il contenitore più moderno che ci sia, il web, che invece della modernità da cui nasce, ci restituisce l’immagine di una società retrograda e incapace di progredire verso l’affermazione di un elementare concetto che il corpo umano è un bene assoluto, intoccabile, non negoziabile, non acquisibile, non cedibile, non oggettivabile.
Il corpo umano è uno spazio soggettivo di cui nessuno può disporne senza il consenso di chi quel corpo occupa a pieno titolo. Ecco perché fa rabbia che il Governo più contrario ai diritti dei più deboli – i cui bisogni sono usati come strumento di affermazione del proprio potere – pratichi ogni giorno senza vergogna un contrasto sfacciato tra ciò che dice – codice rosso per favorire un percorso preferenziale, peraltro già previsto dal codice rosa, nei casi di violenza contro le donne – e ciò che fa e che alimenta invece la spirale della violenza – le foto delle minorenni sui social di Salvini, la cancellazione di risorse economiche alle strutture che ogni giorno salvano vite di donne martoriate dalla violenza che avviene nelle mura di casa, l’assenza di ogni politica che sia di contrasto alla violenza di genere .
Ecco perché ci indigniamo se la violenza che deve essere contrastata viene invece alimentata dai “maschi al governo” che della negazione della soggettività femminile fanno la loro bandiera ogni giorno con frasi, immagini, parole, gesti e allusioni. Sul tema della violenza contro gli esseri umani e le donne, non si può fare propaganda elettorale cari governanti, perché la violenza non ha un colore politico e può investire chiunque e perché una società senza violenza è un posto dove ciascuno può vivere in sicurezza e tranquillità la propria vita.
Il Pd ha fatto molto in questo senso e anche oggi tende una mano e non si tira indietro per attuare una lotta comune ad ogni livello, contro i violenti, gli oppressori e chi non rispetta i diritti fondamentali delle donne, degli uomini e dei minori chiunque essi siano. Noi siamo in piazza, il 25 novembre, a celebrare la giornata internazionale contro la violenza verso le donne, ma ciascuno di noi, ogni giorno e sempre, deve stare dalla parte dei diritti delle donne.

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