I Giovani Democratici di Faenza contro il cosiddetto “Popolo della Famiglia” che vuole censurare il film “Wine to love – I colori dell’amore”, trasmesso dalla RAI

La replica dei Giovani Democratici di Faenza: questo è il “tentativo di oscurare un messaggio scomodo”

«L’argomento ricorda molto un fatto di qualche anno fa – affermano i Giovani Democratici – la “censura” di Paolo Rossi del 2005 (fu tagliata la seconda parte di “Questa sera si recita a Moliere” dopo che era già stata mandata in onda la prima parte dello spettacolo). In quel caso, come nella denuncia di Adinolfi, si tentò di oscurare un messaggio per alcuni scomodo. Secondo la Rai il linguaggio usato era troppo volgare e lesivo nei confronti degli spettatori ma in realtà il vero motivo era l’argomento politico. Il comico infatti, facendo causa all’azienda pubblica, citò vari casi che testimoniavano l’utilizzo di parolacce e volgarità di ogni tipo anche in altri programmi in fascia protetta. Basti pensare all’Isola dei Famosi, a Beautiful e alle varie commedie all’italiana, dove la volgarità è all’ordine del giorno e viene fatta merce dell’amore senza che nessuno abbia mai detto una parola».

«Il problema, nella “censura” della Rai allora e nella critica di Adinolfi oggi – sostengono i Giovani Democratici – non è il modo in cui vengono dette le cose, ma le cose stesse: Paolo Rossi ironizzava su Berlusconi, quindi venne cacciato, il bacio in questione allude a un amore omosessuale, quindi va eliminato.

Adinolfi e Popolo della famiglia, giustificandovi dicendo che la bellezza del sesso vive di intimità e pudore, vi nascondete dietro un dito. Non siete sessofobici, avete ragione, siete omofobi, punto e basta. E noi con voi non avremo nulla a che spartire perché l’omofobia è un reato, baciarsi no».

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