ConAmi. La via d’uscita è una: tornare indietro – e lo può fare solo il Comune di Imola – e costruire una soluzione condivisa tra tutti i soci, per l’elezione del Presidente e del CdA

La risposta di Giorgio Sagrini, coordinatore del PD Romagna Faentina, alla nota del M5S di Faenza sulla situazione del ConAmi

Dalla lettura della nota del M5S di Faenza, sulla situazione del ConAmi, si comprende una cosa… che il M5S, evidentemente, non ha mai letto lo Statuto del Consorzio.

Giova ricordare poi che il ConAmi non è una “società partecipata” ma un Ente Pubblico Economico, quindi senza gli obblighi propri delle società partecipate, e che già prima delle modifiche introdotte nel

Giorgio Sagrini

2017, lo Statuto del ConAmi prevedeva che una vasta serie di decisioni non rispondessero esclusivamente ai limiti della maggioranza patrimoniale.

In altre parole il ConAmi non è mai stato una società patrimoniale nella quale si decideva a colpi di maggioranza sulla base delle quote di partecipazione detenute.

Precisato ciò, è assolutamente priva di fondamento e del tutto fantasiosa, l’affermazione del M5S secondo cui la nomina del CdA – con il voto solitario della Sindaca di Imola, Sangiorgi – sia avvenuta con “le regole del passato”. E men che meno c’entra qualcosa “il cambio dell’amministrazione imolese”: c’entra il rispetto delle regole e delle prerogative di ciascun Comune socio del Consorzio, e c’entra il fatto che le regole – quelle del passato e quelle del presente – sono state clamorosamente e platealmente violate.

L’art. 17 dello Statuto afferma che “spetta all’Assemblea: a) eleggere il Presidente ed i restanti membri del Consiglio di Amministrazione, secondo le modalità e i quorum deliberativi stabiliti nell’art. 26 del presente statuto”.

L’art. 21 stabilisce poi che “la seduta è valida con la presenza di almeno il 70% delle quote di partecipazione e i tre quinti degli enti consorziati arrotondato all’unità superiore”.

Per quanto riguarda l’approvazione delle deliberazioni, l’art. 23 dello Statuto richiede il “voto favorevole di tanti soci che rappresentino la maggioranza assoluta delle quote di partecipazione ed almeno la metà degli enti consorziati”.

A quell’assemblea era invece presente il solo Comune di Imola, nella persona della Sindaca Sangiorgi, in palese violazione dello Statuto.

 Ma le violazioni, palesi e clamorose, non finiscono qui.

L’elezione del Consiglio di Amministrazione e del Presidente (art 26) “avviene a scrutinio palese, sulla base di una proposta sottoscritta da almeno un quinto degli enti consorziati, con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 70% delle quote di partecipazione ed almeno la metà degli enti consorziati”.

Nessuna di queste circostanze è stata rispettata! Lo sappiano, i disinvolti e disinformati Pentastellati faentini.

E l’accusa secondo cui gli altri Comuni – 22 su 23, di diverso orientamento politico ma evidentemente tutti più attenti al rispetto delle regole di quanto non abbia mostrato di essere il Comune di Imola – abbiano “preferito tenere tutto in una situazione di stallo, rimanendo legati a una logica di occupazione e poltrone” è non solo irricevibile ma indicativa della manifesta malafede del M5S. I fatti dimostrano che chi ha agito secondo una logica di occupazione e poltrone, è proprio il M5S.

La logica delle forzature, del muro contro muro, della violazione delle regole è oggettivamente dannosa degli interessi del Consorzio e dei Comuni soci: è bene che il M5S si ravveda e ripensi a quanto accaduto fin qui.

La via d’uscita da questa situazione è una: tornare indietro – e lo può fare solo il Comune di Imola – e costruire una soluzione condivisa tra tutti i soci, per l’elezione del Presidente e del CdA, nel rispetto e secondo le procedure dello Statuto, nell’interesse delle 23 comunità locali e del ConAmi, in un clima di collaborazione e dialogo istituzionale.

E’ urgente farlo: il piano triennale del 2017 ha sviluppato 50 milioni di euro di investimenti – fibra, depuratori, potabilizzatori, ecc. – per dare migliori servizi alle comunità locali. Da agosto tutto si è fermato. Bisogna riprendere, quanto prima, il percorso virtuoso svolto dal ConAmi nell’accompagnare lo sviluppo del territorio, a partire dalla definizione del prossimo piano triennale degli investimenti.

Il coordinatore PD Romagna Faentina – Giorgio Sagrini

Share