Marroni: la produzione si preannuncia abbondante e di qualità

E’ in pieno svolgimento la raccolta dei marroni negli oltre 400 ettari di castagneti da frutto dell’Appennino faentino, in gran parte localizzati nella media e alta valle del Senio.
Con ottobre tornano anche le tradizionali manifestazioni dedicate al marrone: nei prossimi fine settimana (13,14, 20, 21 ottobre) a Casola Valsenio si terrà la Festa dei frutti dimenticati e del marrone di Casola; nelle domeniche di ottobre si terrà la Sagra delle castagne a Marradi e la Sagra del Marrone a Palazzuolo sul Senio.

Il raccolto del 2018, stando a quanto indicato dai produttori e dalle loro Organizzazioni professionali e di categoria, si preannuncia abbondante e di qualità.
Secondo le organizzazioni «dopo il minimo storico toccato nel 2017, castagne e marroni raddoppiano la produzione». L’autunno scorso ha visto infatti un crollo produttivo, nel nostro territorio e a livello regionale superiore al 50%, soprattutto a causa della siccità, mentre gli anni precedenti erano stati funestati dall’insetto killer Cinipide Galligeno (vespa del castagno), arrivato nel 2008 dalla Cina. Dopo un periodo difficile la castanicoltura sembra riprendere quota. Le aziende agricole del settore nella nostra Regione sono 1.500, per 2.822 ettari di terreno e quasi 10mila quintali di frutti prodotti all’anno …e una parte importante di quelle aziende, di quegli ettari e di quei quintali è localizzata qui, nel territorio delle vallate del Senio, Lamone e Santerno.
Anche nel nostro territorio le aspettative sono buone, per la produzione e per le vendite. E i risultati potevano essere ancora migliori, senza i danni provocati ai castagneti dalle precoci e pesanti nevicate del novembre scorso e da alcune grandinate.

Castagneti e ambiente
Il recupero di produttività e redditività dei castagneti, poi, è importante non solo per il valore economico ma per l’apporto che può dare alla loro preservazione e rinnovo, al presidio del territorio e alla salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico. La bellezza dei boschi, con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago e l’habitat risulta inoltre fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti.

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